Museo Civico di Villa Amendola

Musei

Dimora borghese costruita nella seconda metà del XVIII secolo per volere di Domenico Pelosi, Amministratore della città di Avellino e ricco proprietario terriero. L’edificio e l’annesso parco, ricco di piante rare, sono stati entrambi  ereditati da Francesco Amendola agli inizi del ‘900. L’Amendola era il figlio di Francesca Federici la quale, in seconde nozze, aveva sposato Gennaro Farini, discendente dell’originario proprietario della villa Domenico Pelosi.

Francesco Amendola, che per ben due volte fu Sindaco della città di Avellino, ereditò la villa con annesso parco e decise di farne, oltre che dimora fissa per sé e per la sua famiglia, anche  un vero e proprio “Salotto Culturale”: esso annoverava, tra i suoi assidui frequentatori, il filosofo  Benedetto Croce,  il commediografo Roberto Bracco,  il meridionalista Guido Dorso, l’avvocato Alfonso Carpentieri  e gli storici Vincenzo Cannaviello, Francesco Scandone e Salvatore Pescatori. Il complesso, acquisito nel 2003 dai beni dell’Amministrazione Comunale, dal 2014 è sede del Museo Civico, ideato e curato dallo Storico dell’Arte Alberto Iandoli.

Le Grotte di Villa Amendola

Le Grotte di Villa Amendola sono parte integrante dell’impianto originario della maestosa struttura settecentesca. Tuttavia, secondo alcuni storici, per le cavità sotterranee non è da escludere una datazione di molto precedente rispetto all’edificazione della Villa stessa e dell’annesso parco. Ad ogni modo, ciò che è noto riguardo alle Grotte è che furono adibite prima alla conservazione delle derrate alimentari e poi furono usate come riparo – sia dalla famiglia Amendola che dalla popolazione avellinese – durante il violento bombardamento aereo che interessò la città di Avellino il 14 Settembre del 1943.

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